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Sofferenza e illusioni: interventi possibili nelle situazioni di
lavoro
Nella Giornata di Studio dello scorso autunno - "Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni: decostruire per ricostruire" - sono state prese in considerazione, presentate e analizzate, delle situazioni lavorative in cui i singoli
per varie ragioni si ritrovano insoddisfatti, demotivati, affaticati, anche frustrati
ma in cui si cerca anche di darsi delle ragioni e di rappresentarsi delle vie d'uscita.
Si è visto come in ambiti molto diversi ricorrano delle analogie, ma si è tentato di non incorrere in generalizzazioni e semplificazioni emotivamente efficaci che inducono consensi e con-solazioni, senza apportare effettivi contributi per più consistenti conoscenze delle difficoltà e per più positive strategie di azione.
Si è cercato di comprendere a cosa siano collegate le attese dei singoli di stare bene e le illusioni di poterle soddisfare ricorrendo a varie rappresentazioni risolutive: si sono anche messe in luce alcune iniziative che vengono pensate e attuate per contrastare malesseri e trovare equilibri più soddisfacenti.
Soprattutto forse si è potuto constatare come la considerazione delle sofferenze rimandi ad una notevole complessità di cui è importante tener conto: complessità che è senz'altro arduo e impegnativo decodificare nelle sue diverse componenti e che va comunque almeno in parte compresa per poter immaginare e intraprendere strade migliorative.
Anche se comprendere già ristruttura il campo ci sembra che sia interessante riguardare in modo più approfondito e perspicace le azioni o le linee di azione possibili.
Per questo abbiamo pensato di proporre una continuazione di riflessione sul tema/problema nella Giornata di Studio del 2011, e di costituire nel corso dei prossimi mesi delle opportunità di chiarificazione e di approfondimento più ravvicinate e specifiche, più rivolte all'intervento.
Abbiamo progettato un seminario di due giorni con l'obiettivo di proporre delle rielaborazioni parziali che permettano di co-costruire tra i partecipanti qualche acquisizione conoscitiva più mirata a ipotizzare modificazioni e insieme che aprano ulteriori piste di comprensione/azione.
In particolare ci sembrerebbe interessante mettere meglio a fuoco le interazioni tra dimensioni organizzative e dimensioni soggettive che contribuiscono ad appesantire o a rendere più sopportabili le fatiche lavorative marcate da sofferenze.
Coordinate personali e vicissitudini dei singoli possono portare a ricercare nel lavoro appoggi e alleggerimenti di inquietudini e angosce strabordanti dal mondo interno e a chiedere alle condizioni e alle modalità lavorative di sopperire a carenze e a fragilità in cui ci si trova immersi.
D'altro lato l'organizzazione lavorativa può accorgersi dei singoli e delle loro diverse caratteristiche personali, delle loro attese e delle loro propensioni oppure, nella sua cultura e nelle sue strutture, può evitare di considerarle, può scansare queste realtà e fare come se non esistessero.