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Gestione dei dati

Nelle organizzazioni circolano moltissimi dati, ma quelli che trovano maggiore attenzione e considerazione sono quelli numerici, che vengono elaborati attraverso trattamenti statistici, che vengono utilizzati per vari tipi di controllo e per vari interventi di razionalizzazione dei costi e degli investimenti.

Ai numeri si dà grande importanza perché nella loro astrattezza sembrano garantire oggettività e certezza, senza tener conto che non sono la realtà, ma una delle notevoli semplificazioni di essa. In quest’ottica vengono sottovalutati e trascurati dati di tipo qualitativo che possono fornire un quadro ben più articolato e variegato di una pluralità di accadimenti e di situazioni presenti nell’organizzazione.

La lettura dei dati, inoltre, rimanda a dei criteri e quindi a delle scelte centrali, a degli orientamenti culturali che sono più e meno esplicitati e più e meno condivisi.

Nella consulenza spesso si propone di attivare delle iniziative per rilevare e rileggere dati, mettendo a punto delle strumentazioni specifiche costruite ad hoc attraverso collaborazioni tra membri interni all’organizzazione e consulenti:

  1. nei servizi sociosanitari e in genere nella pubblica amministrazione questo favorisce una “riconciliazione” con l’uso dei dati e soprattutto l’acquisizione di competenze per un uso dei dati di tipo gestionale, orientato cioè a monitorare l’effettivo funzionamento rispetto all’utenza e alle attività che vengono svolte;
  2. nelle aziende manifatturiere, di servizi e commerciali si mette l’accento sui dati che riguardano i rapporti tra diversi settori organizzativi, le identificazioni dei singoli, le attese nei confronti dell’organizzazione e dei diversi ruoli di autorità in vista di un utilizzo più mirato per una migliore gestione delle risorse umane.

 

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