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Gestione dei conflitti

Se ci si rappresenta l’organizzazione come una realtà sociale complessa, che non è dominabile entro un ordine astratto stabilito a priori da un’autorità a cui tutti sono disposti a sottomettersi senza discussione, è inevitabile che la conflittualità sia considerata come un elemento costantemente presente e diffuso nelle interazioni quotidiane.

I conflitti non possono essere eliminati totalmente: possono essere repressi, espulsi, negati, rinviati, amplificati o minimizzati, valorizzati… esistono cioè tanti modi per gestirli. Si tratta di modalità che possono essere diversamente efficaci rispetto agli obiettivi produttivi e rispetto al mantenimento di legami e identificazioni positive con l’organizzazione, con i responsabili, con i diversi membri dell’organizzazione.

Spesso, per riattivare processi di comunicazione faticosi e inerti, si tratta di esplicitare e trattare delle divergenze e delle contrapposizioni.

La consulenza può costituire e istituire degli ambiti relativamente protetti in cui sperimentare modalità non distruttive di esplicitare le posizioni differenti e un loro reciproco riconoscimento; può, inoltre, divenire l’occasione per cercare dei contenimenti e delle ricomposizioni possibili. È in questa sede che i partecipanti posso sperimentare la possibilità di avvicinare i conflitti per cercare di comprenderli e coglierne i possibili significati.

 

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