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AIM - Ascoltare e Interpretare per Migliorare

 

AIM
Ascoltare e Interpretare per Migliorare

Progetto collaborativo di ricerca azione
promosso da Studio APS e APRIRE Network

 

 

Tra il 2015 e il 2016 abbiamo realizzato la ricerca "Storie di Malattia e presa in carico: sviluppo dei modelli organizzativi per la continuità di cura". Dalla ricerca è emerso come nei servizi alla persona sia necessario sviluppare un ascolto sufficientemente raffinato dei problemi dell’assistito per sostenere una soddisfacente qualità del servizio, un ascolto che consente di: 

  • conoscere e riconoscere in modo più ravvicinato le fatiche esistenziali, la difficoltà dei pazienti di stare con un corpo sofferente, i sintomi specifici del suo malessere, le conseguenze delle azioni di cura nell’assistito e nella sua famiglia;
  • costruire dei progetti di cura più appropriati.

Gli ammalati e i professionisti più volte hanno ribadito come un ascolto attento e interattivo delle storie delle persone in condizioni di fragilità (anziani multiproblematici, malati cronici polipatologici, ecc.) consenta di costruire dei percorsi terapeutici e assistenziali efficaci ed efficienti.

Un ulteriore importante esito conoscitivo della ricerca è stato che per i professionisti è cruciale ascoltare non solo l’ammalato, ma tutti coloro che entrano in contatto con i pazienti e che ne determinano la qualità delle cure e della vita: i famigliari, il vicinato, la rete sociale. La scena della cura è abitata da molti soggetti/attori e ai professionisti è richiesto di ascoltare più "voci", di connetterle e di metterle in relazione. Per i professionisti ascoltare le molte voci compresenti nella storia di malattia consente di formulare diagnosi più pertinenti e più vicine alle potenzialità e ai limiti delle persone. Ascolti frettolosi e unidirezionale condizionano la possibilità di poter progettare percorsi di cura e assistenza capaci di affrontare efficacemente le problematiche del paziente e dei loro familiari.

Alla luce di questi esiti conoscitivi Studio APS e APRIRE Network promuovono un ulteriore approfondimento/ricerca sulla continuità delle cure, esplorando i processi cognitivi ed emotivi che ostacolano o facilitano le capacità di ascolto e osservazione delle molti voci compresenti nelle storie di malattie, affinando alcuni strumenti di ascolto delle "storie di malattia" maggiormente capaci di cogliere indizi, dettagli - e quindi anche risorse impensate - apparentemente secondari ma che se ben ascoltati potrebbero fornici degli appigli interessanti per ripensare radicalmente il progetto terapeutico.

 

LE IPOTESI DI RICERCA

Nell'ambito dei servizi alla persona si ipotizza che un ascolto attivo, riflessivo e collegiale di malati/famigliari/caregiver, se affinato, articolato e approfondito può contribuire a un netto miglioramento dell’efficacia del percorso di cura delle persone. Inoltre un ascolto raffinato delle storie dei pazienti permetterebbe di ripensare in modo originale e generativo quei processi di cura che risentono di anni di trattamento. Una storia di malattia di lunga durata dove i nostri occhi e le nostre orecchie spesso non colgono nuovi elementi per ripensare il percorso.

La convinzione di proseguire la ricerca nasce proprio dall’ipotesi che una maggiore consapevolezza su come i professionisti ascoltano sintomi, i dolori, le sofferenze consentono di controllare meglio la qualità e la profondità delle comprensioni delle storie dei pazienti e del loro mondo vitale. E di conseguenza dei percorsi terapeutici e riabilitativi più appropriati.

Si cercherà di capire come questi ascolti selettivi, pregiudiziali, stereotipati e automatici di un sintomo condizionino inconsapevolmente la diagnosi sulla malattia dei pazienti e se di conseguenza influenzano il percorso terapeutico e riabilitativo. Se ad esempio ad ascolti ripetitivi il professionista finisce per "cronicizzare" i propri modi di ascoltare le storie dei pazienti. E se questi ascolti cronicizzati inibiscono la possibilità di sviluppare percorsi di cura coerenti ed efficaci.

Le questioni che si intendono affrontare nella ricerca sono:

  • come far nascere nei professionisti il gusto e il piacere di soffermarsi maggiormente ad autoesplorare, autoriflettere sul proprio modo di ascoltare e osservare le storie di malattia;
  • come accrescere le competenze dei professionisti nel riconoscere e padroneggiare i paradigmi interpretativi che li guidano e su cui poggiano le loro scelte;
  • quali strumenti possono aiutare a orientare le microdecisioni terapeutiche/assistenziali;
  • quali processi organizzativi consentono di articolare percorsi di ascolto e osservazioni profondi e articolati (conoscenza di profondità intensiva) e che valorizzino e mettano a sistema le conoscenze che si generano nell’esperienza.

Ad oggi le organizzazioni coinvolte stanno sviluppando gli approfondimenti in relazione a due temi principali:

  • le transizioni tra i diversi setting di cura (A.S.S.T. Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova e A.A.S. 3 "Alto Friuli - Collinare - Medio Friuli" con il DIP di Gemona e 1 CAP Centro di Assistenza Primaria);
  • l’alleanza tra caregiver/ospiti e operatori nelle RSA, nei Centri Diurni e nell’assistenza domiciliare (Società Dolce Area Nord-Ovest con RSA di Sale Marasino e di Marone, CDI di Paratico, “Memo Cafè” di Paratico e di Trescore, Società Dolce Bologna con RSA, CDI e SAD di Bologna Centro, Azienda Speciale "Comune di Concesio" con 1 RSA, Fondazione Casa di Dio con 4 RSA, Fondazione Cà d’Industria con 1 RSA).

Partecipa l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brescia.


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GIORNATE DI STUDIO 2018


Marc Chagall, "Sopra la città"

Tempi di passaggi
e passaggi organizzativi:
successioni, generazioni, transiti..."

 

Giovedì 15 novembre 2018

Residence San Vittore 49,
Sala Finestre e Sala Volta
Milano, Via San Vittore n. 49 

Studio APS
Milano, Via San Vittore n. 38/A 


Venerdì 16 NOVEMBRE 2018

Elfo Puccini teatro d'arte contemporanea, Sala Shakespeare
Milano, C.so Buenos Aires n. 33 


Oggi i numerosi passaggi che attraversano la vita di molte organizzazioni non sono sufficientemente assunti ed elaborati. Anzi i passaggi ereditari, di dirigenti, presidenti e amministratori delegati sono spesso negati o semplificati...




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