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"Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d'intervento nelle situazioni di lavoro"

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

 

18 novembre 2011 

Elfo Puccini teatro d'arte contemporanea, Sala Shakespeare
Milano, C.so Buenos Aires n. 33

 

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre. Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte, sofferenze.

Elenco Giornate di Studio


Elfo Puccini teatro d'arte contemporanea

Giornate di Studio 2018


2018 - Tempi di passaggi e passaggi organizzativi:
successioni, generazioni, transiti...

Giornate di Studio 2017

2017 - Governare le organizzazioni e noi stessi
in scenari incerti e turbolenti

Giornata di Studio 2015

2015 - Riorganizzare: tra apparenze e realtà

Giornata di Studio 20132013 - Generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi

Giornata di Studio 2012

2012 - …Lavoro che c’è,
lavoro che non c’è…

Giornata di Studio 20112011 - Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d'intervento nelle situazioni di
lavoro

Giornata di Studio 20102010 - Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni: decostruire per ricostruire

Giornata di Studio 20092009 - Politiche della formazione: opzioni, iniziative, esiti

Giornata di Studio 20082008 - Senso e valore politico dell'agire nelle organizzazioni

Giornata di Studio 20072007 - Incomprensibilità dei contesti, irrazionalità e perversioni organizzative

Giornata di Studio 2006

2006 - Immaginare un futuro per le nostre organizzazioni: desideri, riconoscimenti, riappropriazioni

Giornata di Studio 20052005 - Intervenire nelle organizzazioni lavorative: l’approccio psicosociologico nella consulenza e nella gestione organizzativa

Giornata di Studio 20042004 - Costruire organizzazioni sostenibili in contesti turbolenti

Giornata di Studio 2003

2003 - La formazione nella società del lavoro flessibile

Giornata di Studio 20022002 - Flessibilità lavorative: opportunità e rischi nella ricerca d’identità (2)

Giornata di Studio 20012001 - Flessibilità lavorative: opportunità e rischi nella ricerca d’identità (1)

Giornata di Studio 20002000 - Affetti e tecnologie nel futuro delle organizzazioni

Giornata di Studio 19991999 - Produzione di valore nei servizi: la considerazione delle variabili economiche nei processi di riorganizzazione

Giornata di Studio 19981998 - Enti pubblici e privato sociale: collaborazioni, competizioni ed esternalizzazioni

Giornata di Studio 19971997 - Responsabilità gestionale e assunzione di un potere costruttivo

Giornata di Studio 19921992 - Intervento e cambiamento nelle organizzazioni

Giornata di Studio 19911991 - Governo e conoscenza:
il management delle organizzazioni tra casualità, comprensione e manipolazione

Giornata di Studio 19901990 - Ideologie e miti nelle organizzazioni aziendali