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"Immaginare un futuro per le nostre organizzazioni: desideri, riconoscimenti, riappropriazioni"


19.20 ottobre 2006 

Milano, Corso Magenta n. 61, Palazzo delle Stelline 

 

Il tema del futuro non è certo nuovo. Nell’interpretare attraverso segni premonitori i possibili accadimenti, nel leggere attraverso le stelle il proprio destino, nello svilupparsi di analisi dettagliate degli scenari l’uomo si è da sempre confrontato con l’attrazione e l’ansia dell’ignoto.

Perché allora queste Giornate di Studio?
Pensiamo sia importante riprendere questa tematica per alcune ragioni che riteniamo oggi critiche per le organizzazioni lavorative.

  • Ci sembra diffusa una tendenza a considerare il futuro come evento, tappa, punto d’arrivo più che come processo da prefigurare, gestire, accompagnare. La dimensione temporale appare schiacciata sul presente con una scarsa prefigurazione di passaggi, esiti, impatti. "Sappiamo che qualcosa accadrà, ma non sappiamo bene cosa". Ci si muove in un eterno presente, in un "qui ed ora" che rischia di ridurre il contenuto comunicativo e lo scambio tra le persone entro spazi angusti (non possiamo dire nulla al di fuori di ciò vediamo, sappiamo oggi) e di produrre azioni organizzative poco strategiche (non possiamo assumere responsabilità, rischi su ciò che non conosciamo). È come se il futuro diventasse un domani dai contorni molto vaghi e dunque poco rappresentabili, quasi che l’ansia per un futuro che non possiamo padroneggiare e col quale comunque dobbiamo avere a che fare, ci impedisse di pensarlo e ci si difendesse non entrando in contatto emotivamente col domani.
  • Le rappresentazioni del futuro che si utilizzano si basano spesso su analisi del contesto molto generali che hanno per le persone uno scarso collegamento con l’operatività. Per sostenere la necessità d’innovazioni e cambiamenti ci si riferisce a letture che risultano spesso lontane e astratte. Alcuni dati sull’andamento dei mercati italiani ed esteri, sui flussi delle domande, sulla valutazione delle risorse, se non rielaborati e collegati a caratteristiche e specificità dei diversi contesti organizzativi non rappresentano di per sé orientamenti utili ed efficaci per l’individuazione di obiettivi e priorità. Il rischio presente è che le decisioni assunte arrivino alle persone come vincoli indiscutibili e cogenti riducendo capacità progettuali e alimentando rivendicazioni e ritiri.
  • Il pensiero sul futuro sviluppa nelle persone attese, desideri, timori, preoccupazioni su cui si danno le interpretazioni più svariate.
    Alcune rappresentazioni che danno all’incertezza una valenza attraente ed eccitante enfatizzano le dimensioni dell’opportunità e della sfida (se vuoi puoi) chiedendo alle persone di sviluppare flessibilità, mobilità, velocità, adattamento alla temporaneità e precarietà. In questa visione il rischio presente è di favorire una visione maniacale della realtà che sottovaluta gli aspetti della difficoltà, del limite, della paura. 
    Altre rappresentazioni nel rinforzare una visione molto autocentrata della realtà sembrano spingere le persone verso aggiustamenti e soluzioni personali a fronte di problemi organizzativi. La riduzione del problema delle scelte al "si salvi chi può" crea frammentazioni, competizioni, opportunismi che alimentano derive distruttive del legame sociale all’interno delle organizzazioni e favoriscono a volte inconsapevolmente il diffondersi di modalità poco costruttive d’esercizio del potere. 
    Altre rappresentazioni infine che poggiano su una fiducia incondizionata nella potenzialità risolutiva dei saperi e delle tecniche (c’è una risposta a tutto basta cercarla) alimentano un senso di dominio della realtà che porta a pensare al futuro come qualcosa da pianificare più che da costruire e comprendere. È come se alle persone fosse richiesta un’adesione passiva ad un disegno che altri, più esperti o autorevoli, hanno predisposto. Il rischio presente è che, nella razionalizzazione totale, vengano negati timori o desideri, incertezze e dubbi, ambivalenze e conflitti.

Si tratta di un tema importante per la nostra vita individuale e per la vita organizzativa e sociale: un tema "denso" che ci mette in contatto col senso di ciò che facciamo, come lo facciamo e come stiamo in relazione fra noi. Forse soprattutto c’interroga rispetto alla possibilità che soggetti sociali - singoli e organizzazioni - non siano risucchiati entro alcune rappresentazioni semplificanti con il rischio che il pensiero più progettuale venga sospeso e delegato e che ci si muova come attori chiamati a attualizzare copioni prescritti. Se per sorte viviamo in certe condizioni di contesto, non è detto che questo debba essere il destino delle nostre organizzazioni e nostro. È possibile ri-scoprirsi attivi nel pensare e configurare il futuro? Se il futuro non è dato diventa interessante capire come costruirlo o co-costruirlo, essendone in parte autori.
Un futuro che è nostro ma non solo: la riappropriazione passa anche dal rintracciare, riconoscere ridefinire i legami con gli altri, le reciprocità, le interdipendenze.

Per chi con ruoli diversi lavora e interviene all’interno delle organizzazioni è utile e interessante comprendere come favorire lo sviluppo e il mantenimento di un pensiero creativo, di un immaginario organizzativo e sociale più ricco e diversificato. Allargare l’orizzonte del possibile consente, infatti, di mantenere una finestra viva e generativa sul presente evitando derive talvolta distruttive per i singoli e per le organizzazioni.

Nelle esperienze del passato, nelle modalità con cui già oggi s’intraprendono percorsi evolutivi, ricerche di cambiamenti collegati a problemi da affrontare, predisposizioni di nuovi contenuti di lavoro e di nuovi assetti non abbiamo già segnali e indizi da riconoscere e valorizzare?

Pensiamo a queste Giornate di Studio come ad uno spazio privilegiato di ricerca e scambio conoscitivo per costruire rappresentazioni che aiutino a pensare ad un futuro non solo desiderabile ma possibile.

Nel preparare queste giornate, abbiamo utilizzato diverse fonti di conoscenza: oltre alla rielaborazione della nostra esperienza di consulenza e formazione abbiamo raccolto pareri, testimonianze, esperienze attraverso interviste ai colleghi e focus group con alcuni clienti.

Elenco Giornate di Studio


Elfo Puccini teatro d'arte contemporanea

Giornate di Studio 2018


2018 - Tempi di passaggi e passaggi organizzativi:
successioni, generazioni, transiti...

Giornate di Studio 2017

2017 - Governare le organizzazioni e noi stessi
in scenari incerti e turbolenti

Giornata di Studio 2015

2015 - Riorganizzare: tra apparenze e realtà

Giornata di Studio 20132013 - Generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi

Giornata di Studio 2012

2012 - …Lavoro che c’è,
lavoro che non c’è…

Giornata di Studio 20112011 - Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d'intervento nelle situazioni di
lavoro

Giornata di Studio 20102010 - Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni: decostruire per ricostruire

Giornata di Studio 20092009 - Politiche della formazione: opzioni, iniziative, esiti

Giornata di Studio 20082008 - Senso e valore politico dell'agire nelle organizzazioni

Giornata di Studio 20072007 - Incomprensibilità dei contesti, irrazionalità e perversioni organizzative

Giornata di Studio 2006

2006 - Immaginare un futuro per le nostre organizzazioni: desideri, riconoscimenti, riappropriazioni

Giornata di Studio 20052005 - Intervenire nelle organizzazioni lavorative: l’approccio psicosociologico nella consulenza e nella gestione organizzativa

Giornata di Studio 20042004 - Costruire organizzazioni sostenibili in contesti turbolenti

Giornata di Studio 2003

2003 - La formazione nella società del lavoro flessibile

Giornata di Studio 20022002 - Flessibilità lavorative: opportunità e rischi nella ricerca d’identità (2)

Giornata di Studio 20012001 - Flessibilità lavorative: opportunità e rischi nella ricerca d’identità (1)

Giornata di Studio 20002000 - Affetti e tecnologie nel futuro delle organizzazioni

Giornata di Studio 19991999 - Produzione di valore nei servizi: la considerazione delle variabili economiche nei processi di riorganizzazione

Giornata di Studio 19981998 - Enti pubblici e privato sociale: collaborazioni, competizioni ed esternalizzazioni

Giornata di Studio 19971997 - Responsabilità gestionale e assunzione di un potere costruttivo

Giornata di Studio 19921992 - Intervento e cambiamento nelle organizzazioni

Giornata di Studio 19911991 - Governo e conoscenza:
il management delle organizzazioni tra casualità, comprensione e manipolazione

Giornata di Studio 19901990 - Ideologie e miti nelle organizzazioni aziendali