Elaborazione culturale

2006 - Immaginare un futuro per le nostre organizzazioni: desideri, riconoscimenti, riappropriazioni


Il tema del futuro non è certo nuovo. Nell’interpretare attraverso segni premonitori i possibili accadimenti, nel leggere attraverso le stelle il proprio destino, nello svilupparsi di analisi dettagliate degli scenari l’uomo si è da sempre confrontato con l’attrazione e l’ansia dell’ignoto. Perché allora queste Giornate di Studio?

Pensiamo sia importante riprendere questa tematica per alcune ragioni che riteniamo oggi critiche per le organizzazioni lavorative.

  1. Ci sembra diffusa una tendenza a considerare il futuro come evento, tappa, punto d’arrivo più che come processo da prefigurare, gestire, accompagnare. La dimensione temporale appare schiacciata sul presente con una scarsa prefigurazione di passaggi, esiti, impatti. “Sappiamo che qualcosa accadrà, ma non sappiamo bene cosa”. Ci si muove in un eterno presente, in un “qui ed ora” che rischia di ridurre il contenuto comunicativo e lo scambio tra le persone entro spazi angusti (non possiamo dire nulla al di fuori di ciò vediamo, sappiamo oggi) e di produrre azioni organizzative poco strategiche (non possiamo assumere responsabilità, rischi su ciò che non conosciamo). È come se il futuro diventasse un domani dai contorni molto vaghi...

Per continuare scarica la presentazione completa

 

Archivio
Giornate di Studio